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Burocrazia6 min di lettura· 10 agosto 2026

CIR (Codice Identificativo Regionale): cos'è e come si collega al CIN

Che cos'è il CIR, perché cambia da Regione a Regione e come si collega al nuovo CIN nazionale: la guida pratica per strutture ricettive e locazioni brevi in Italia.


Se gestite un hotel, un B&B o un appartamento in locazione breve, prima o poi vi siete imbattuti nella sigla CIR. Per anni è stato il codice con cui la vostra struttura veniva identificata a livello regionale e, in molti casi, il numero che dovevate inserire negli annunci. Poi è arrivato il CIN, il codice nazionale, e la confusione è aumentata: servono entrambi? Uno sostituisce l'altro? In questa guida chiariamo cos'è davvero il CIR, perché cambia da Regione a Regione e come si aggancia al CIN.

Che cos'è il CIR

CIR sta per Codice Identificativo Regionale. È il codice che, storicamente, ogni Regione italiana assegna alle strutture ricettive e agli alloggi destinati alla locazione breve o turistica, per identificarli in modo univoco all'interno del proprio territorio. In pratica è la "targa" della vostra struttura a livello regionale: la Regione lo rilascia quando registrate l'attività e da quel momento accompagna la struttura nei rapporti con l'ente locale.

È nato prima del CIN. Per molto tempo il CIR è stato l'unico codice ufficiale di riferimento e, in diverse Regioni, il numero da esporre obbligatoriamente negli annunci pubblicati sui portali di prenotazione.

Perché ogni Regione ha il suo CIR (e perché crea confusione)

Il punto critico è questo: non esiste un formato unico nazionale del CIR. Il turismo è materia regionale, quindi ogni Regione ha costruito nel tempo il proprio sistema, il proprio portale e il proprio formato di codice. Il risultato è un mosaico in cui la stessa sigla, CIR, indica cose scritte in modo diverso a seconda di dove vi trovate.

Ecco perché un gestore che opera in più territori, o che si sposta da una Regione all'altra, fatica a orientarsi: cambiano il portale, la procedura e la lunghezza stessa del codice.

  • Regioni diverse hanno portali e sistemi turistici diversi per rilasciare il CIR.
  • Il formato del codice non è standardizzato: lunghezza e struttura variano da Regione a Regione.
  • Le regole su dove e come indicare il CIR negli annunci sono state stabilite dalla singola Regione.
  • Chi gestisce strutture in più Regioni si ritrova con codici e procedure differenti per ogni sede.

A cosa serviva il CIR

La funzione del CIR era duplice. Da un lato serviva a identificare la struttura a livello regionale, collegandola all'anagrafica turistica della Regione. Dall'altro, doveva essere indicato negli annunci e nelle comunicazioni secondo le regole della singola Regione: molte amministrazioni hanno introdotto l'obbligo di pubblicare il CIR in ogni annuncio, proprio per contrastare l'attività irregolare e rendere tracciabili le strutture.

In altre parole, il CIR era il modo con cui la Regione teneva l'elenco ufficiale di chi ospita turisti sul proprio territorio.

CIR e CIN: come si collegano

Tra il 2024 e il 2025 il Ministero del Turismo ha introdotto il CIN, il Codice Identificativo Nazionale, gestito all'interno della BDSR (la Banca Dati delle Strutture Ricettive). L'obiettivo è unificare a livello statale i codici che prima esistevano solo su base regionale, così che ogni struttura abbia un identificativo valido in tutta Italia.

Qui sta il collegamento chiave: in molte Regioni il CIR è il punto di partenza per generare il CIN. Il sistema nazionale riprende il CIR già esistente e, sulla sua base, assegna il codice nazionale. Da quel momento il CIN diventa il riferimento nazionale, da esporre negli annunci e riportare nei documenti. Il CIR può restare rilevante per gli adempimenti regionali, ma non sostituisce l'obbligo del CIN.

  • Il CIR è regionale; il CIN è nazionale e unico su tutto il territorio.
  • In molte Regioni il CIN viene generato partendo dal CIR già assegnato alla struttura.
  • Una volta ottenuto il CIN, è quest'ultimo il codice da esporre negli annunci e nei documenti.
  • Il CIR non scompare per forza: può servire ancora per gli adempimenti verso la Regione.
  • Avere il CIR pronto e corretto rende più semplice e veloce ottenere il CIN.

Gli errori più comuni con CIR e CIN

La transizione da un sistema regionale a uno nazionale ha lasciato spazio a diversi malintesi. Molti gestori pensano ancora che basti il vecchio codice, o non sanno da quale portale partire. Ecco gli inciampi che vediamo più spesso.

  • Credere che oggi basti ancora il CIR: serve anche il CIN, che è il riferimento nazionale.
  • Non sapere quale portale regionale usare per verificare o recuperare il CIR.
  • Confondere CIR e CIN negli annunci, indicando il codice sbagliato o entrambi in modo errato.
  • Arrivare alla richiesta del CIN senza avere il CIR pronto, allungando i tempi.
  • Riportare il codice in modo incoerente tra portali, contratti e fatture.

Dove trovare o richiedere il CIR

Il CIR si ottiene e si verifica tramite il sistema della propria Regione: a seconda del territorio può passare dal SUAP del Comune o dal portale turistico regionale dedicato alle strutture ricettive. Poiché la procedura cambia da Regione a Regione, non esiste un percorso unico valido per tutti: la cosa più affidabile è partire dal sito ufficiale della vostra Regione e cercare la sezione sulle strutture ricettive o sulle locazioni brevi.

Per il CIN, invece, il riferimento è unico e nazionale: la BDSR del Ministero del Turismo. Se avete dubbi su quale codice vi spetta o su come rilasciarlo, verificate sempre sul portale ufficiale della vostra Regione per il CIR e su quello del Ministero del Turismo per il CIN, evitando fonti non ufficiali che spesso riportano informazioni superate.

In sintesi

Il CIR è il codice regionale con cui la vostra struttura è sempre stata identificata; il CIN è il nuovo codice nazionale che, in molte Regioni, nasce proprio a partire dal CIR e diventa il riferimento da usare negli annunci e nei documenti. Tenete il CIR in ordine, richiedete il CIN dal portale ufficiale e verificate sempre le regole della vostra Regione. Una volta ottenuto il CIN, HotelOnlineAI vi aiuta a non perderlo di vista: lo conserva, ne valida i 18 caratteri e lo riporta dove serve, dalle fatture alle comunicazioni pre-arrivo, così resta coerente ovunque senza doverlo ricopiare a mano ogni volta.

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